Comment Staline a t-il pris le pouvoir ? (Дvɛc AlterHis) [Portrait d'His...
La medicina
ALESSIO PANCANI·GIOVEDÌ
19 APRILE 2018
Marx
paragona la religione o la fede a una droga che si assume per sfuggire ai
problemi presenti, al fine di farci rifugiare in un mondo irreale. Definisce la
religione, un autoinganno. Lenin si espresse ancora più chiaramente al
riguardo: “La religione è l’oppio del popolo”. Come una madre che dà il ciuccio
al suo bimbo che sta piangendo, al fine di tranquillizzarlo, facendogli credere
così di essere sazio, costoro definiscono la fede come un’invenzione dell’uomo,
con cui lo stesso si affida a un’illusione, ingannando per di più anche gli
altri. La fede non è ne un’invenzione ne un’illusione.
Facciamo
ora un esempio pratico.
A
volte, ho un problema di bruciori allo stomaco o di eccessiva acidità gastrica.
Allora vado dal farmacista e gli racconto di cosa soffro. Il farmacista apre un
cassetto, prende una scatoletta e mi raccomanda un determinato medicinale. Mi
spiega quante pastiglie devo prendere e in che orari. Convinto dalle parole ben
argomentate dello specialista, compro le pastiglie ed esco dalla farmacia, con
la certezza che quella medicina mi aiuterà. Questa è la mia confessione: credo
che queste pastiglie aiutano a lenire il bruciore di stomaco. Le istruzioni
dicono – «Antiacido. Indicazioni: Trattamento dell’ipercloridria che non
danneggia la mucosa.»
Pensate
che, da sola, la mia convinzione basterebbe a eliminare i miei dolori?
Certamente no!
Supponiamo
adesso che io stesso sia un esperto, che sappia spiegare la composizione
chimica e il modo in cui agisce il trisilicato di magnesio e che potessi
perfino trattarne nelle conferenze mediche; sparirebbe, solo per questo, la mia
indisposizione di stomaco? Sicuramente no!
Voi
stessi sapete cosa occorre fare: avendo fiducia che il farmacista sia un
esperto in materia e, con la speranza che la casa produttrice non abbia messo
cianuro al posto del composto di magnesio, devo assumere quelle pastiglie e lasciarle
sciogliere in bocca, per provare dopo un po’ di tempo il miglioramento che la
medicina apporterà al mio organismo. Sicuramente in un primo momento devo
cercare l’informazione, ma ciò che più conta, alla fine, è assimilare e mettere
in pratica quelle conoscenze; altrimenti non potrò certo sperare di ricevere
l’aiuto di cui ho bisogno.
Succede
lo stesso con la fede biblica. La diagnosi corretta sul mio stato e l’esatta
determinazione dell’unico rimedio, non mi aiuterà, se non prendo quel rimedio.
Sapere di avere bisogno del perdono dei miei peccati e che Dio ha soddisfatto
le condizioni necessarie per quel perdono, tramite la morte sostitutrice di suo
Figlio Gesù Cristo, non è sufficiente, ma occorre anche che arrivi un momento
nella mia vita in cui, finalmente, confiderò in Dio, mi conformerò alla sua
parola, la accoglierò con gratitudine e mi approprierò del suo grande rimedio.
La fede biblica implica
che si accetti sia la diagnosi sia il rimedio di Dio; che si sia convinti che
Egli è la verità e, si abbia fiducia che adempirà la sua promessa: “Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha
vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”
Giovanni 5:24.
Commenti
Posta un commento