Storie Bibliche, storie d'amore
Tempo di bilanci
ALESSIO
PANCANI·GIOVEDÌ 24 DICEMBRE 2020·
“Egli lo chiamò e gli disse: Che
cos'è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione...Poi
disse a un altro: E tu, quanto devi?" Luca 16:2-7.
L'anno volge al termine. Tutte le imprese si
affrettano a chiudere i conti dell'esercizio trascorso e a fare il bilancio. È
proprio il momento della verità. Dai risultati di questo bilancio dipenderanno
il credito che le banche concederanno, le previsioni di sviluppo e perfino di
esistenza dell'impresa.
Non è forse bene che anche ognuno di noi faccia il
bilancio dell'anno 2020? È Dio stesso che, in questa operazione, ha il compito
del contabile imparziale: “Dio non vede forse le mie vie?
Non conta tutti i miei passi?” Giobbe 31:4.
Alla voce “debiti” che lunga lista di “fatture” da
pagare per le nostre mancanze, le nostre colpe i nostri peccati! Ingratitudine
per la bontà di Dio; ingiustizie riguardo ai nostri simili; egoismo quando
abbiamo chiuso gli occhi su le miserie da alleviare; debolezza nel corregger
gli uni gli altri e forse errori ben più grandi. Come potremmo saldare tali
fatture? Stiamo ammassando su noi stessi l'ira di quel Dio che, nel giorno del
giudizio, renderà a ciascuno secondo le sue opere? (Romani 2:5).
E dire che abbiamo goduto di molti “favori”. A titolo
della bontà di Dio, quanti benefici egli ci accorda! Dalla salute che ci
concede, alle tante gioie che ci permette di godere! Sono tutte da attribuire
alla sua pazienza. Tutte cose per le quali forse ci siamo perfino dimenticati
di ringraziare.
Quindi abbiamo ricevuto dei benefit ma la colonna dei
debiti ha continuato ad aumentare ed è così carica ci dovrebbe essere molta
preoccupazione. A questo punto esistono solo due possibilità: Possiamo
proseguire accumulando debiti per il giorno dell'ira oh possiamo andare, in
tutta fretta, dal “contabile”. Esiste una linea di credito tutta speciale; un conto aperto alla fede. “La...
fede è messa in conto come giustizia” Romani 4:5. “Dove il peccato è abbondato la grazia è sovrabbondata” Romani
5:20. Solo l'amore di Dio e la fede nell'opera del Signore Gesù permette
di pareggiare il bilancio; essa sola annulla completamente il passivo
accumulato nel corso della nostra vita.
Il nostro conto è in regola con Dio?
Il carceriere di Filippi se ne rese conto e gridò: “che debbo fare per essere salvato?” Atti 16:30.
ALESSIO PANCANI·LUNEDÌ 7 DICEMBRE 2020·
“Davide partì di là e si rifugiò nella spelonca di Adullam. Quando
i suoi fratelli e tutta la famiglia di suo padre lo seppero, scesero là per
unirsi a lui. Tutti quelli che erano in difficoltà, che avevano debiti o che
erano scontenti, si radunarono presso di lui ed egli divenne loro capo.”1
Samuele 22:1-2.
“i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi
sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato
ai poveri” Matteo 11:5.
Che
strana gente si radunava intorno al Signore.
In
quel tempo, come oggi, nessuno era più emarginato dei ciechi, degli zoppi, dei
lebbrosi e dei sordi. Non c'era posto per loro. Non avevano un nome, non erano
utili a niente. Non avevano valore, rappresentavano per così dire il cancro
della società.
Erano
rifiuti ai lati delle strade. Ma quelli che il popolo considerava feccia, il
Signore li considerava tesori.
ALESSIO PANCANI·SABATO 12 DICEMBRE 2020·
“Anima mia, benedici il SIGNORE! SIGNORE, mio Dio, tu sei
veramente grande;
sei vestito di splendore e di maestà...Quanto sono numerose le
tue opere, SIGNORE!
Tu le hai fatte tutte con sapienza; la terra è piena delle tue
ricchezze” Salmo 104:1,
v.24.
La
creazione è come un immenso libro nel quale si legge di Dio ad ogni pagina e si impara a rispettare e ringraziare Colui che ha
creato i mondi e che li sostiene. Si impara a conoscere la sua potenza e la sua
bontà solo ponendo mento a tutto ciò che ci circonda. L'uomo dovrebbe chiedersi
perché il pianeta su cui abita è così ricco di beni e risorse, perché tutta la
natura intorno a lui è così ben regolata e ordinata nei suoi cicli vitali. Si è
ritrovato in un mondo non solo abitabile ma in grado di fornire ogni sorta di
materiale, ricchezze e nutrimento o almeno lo era prima che l'uomo dimostrasse
quanto lui, lontano da Dio, può essere distruttivo.
Non
riflette sulle lezioni che questo grande libro impartisce. Nella creazione
dunque c'è un linguaggio che parla del creatore, delle sue cure, della sua
grandezza ed eterna potenza e responsabilizza ogni essere vivente riguardo alla
sua posizione nei riguardi di Dio.
Che
ha fatto l'uomo? Si è costruito degli idoli di pietra, di legno o metallo.
Certo l'uomo “civile” si beffa di questi feticci e idoli grotteschi, ma non si
distacca molto da questi in quanto se ne è procurati altri più “moderni”
facendo del denaro o del potere i suoi idoli domestici.
Quanti
sono quelli che possono affermare: “anima mia benedici il Signore”? E quanti si
sono ancor più meravigliati rimanendo addirittura ammutoliti dinanzi all'opera
della croce? Lì Dio ha agito non secondo la sua immensa potenza in creazione ma
secondo il suo immenso amore in salvezza per l'uomo. Era scritto: “Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù (Salvatore),
perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati. La vergine sarà
incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele (Dio con
noi)” Matteo 1:21-23.
Dio parla attraverso il
creato ma, negli ultimi giorni, ancor più ha parlato nel Figlio. “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere
ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per
mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il
quale ha pure creato i mondi” Ebrei 1:1-2.
Il 10 dicembre 1948,
l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione
Universale dei Diritti dell'uomo. Eccone un estratto: “Considerato
che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia
umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento
della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; Considerato che il
disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di
barbarie che offendono la coscienza dell'umanità”.
Immagino che tutti gli
uomini si siano rallegrati nel lontano 1948 leggendo tali parole ma, purtroppo
c'è un errore di fondo: tutto si concentra sull'uomo, sulla sua buona volontà,
sui suoi buoni propositi. Come cristiani abbiamo imparato a non avere fiducia
in noi stessi e a non fare affidamento sul nostro cuore e sui suoi buoni
propositi.
L'uomo, per prima
cosa, dimentica i diritti di Dio. L'ignoranza e il disprezzo per essi e
proprio la prima causa delle disgrazie dell'uomo.
Si Dio ha dei diritti e ha stabilito delle
leggi morali proprio per le sue creature ma il disconoscimento di Dio e dei
suoi ordinamenti a portato l'uomo ad allontanarsi da Lui per seguire le sue
proprie vie “voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati,
ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo
il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli
uomini ribelli” (Efesini 2:1-2).
Perché c’è tanta
violenza in questo mondo? Questa domanda viene fatta spesso e, senza dubbio,
dalla notte dei tempi. “Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era
piena di violenza. … Allora Dio disse a Noè: “Nei miei decreti, la fine
di ogni essere vivente è giunta poiché la terra, a causa degli uomini, è piena
di violenza” (Genesi 6:11, v.13). Il versetto qui sopra la
lega, chiaramente, allo stato del cuore dell’uomo dinanzi a Dio.
La radice della parola
violenza è la stessa di quella di: violazione o trasgressione;
l’atto di violare, di infrangere. Queste parole significano: non mostrare
un rispetto appropriato di Dio e delle sue leggi ed hanno anche il senso del
disprezzo.
Non si vuole ascoltare
Dio. “Io ti ho parlato al tempo della tua prosperità, ma tu dicevi: "Io
non ascolterò". Questo è stato il tuo modo di fare sin dalla tua
adolescenza; tu non hai mai dato ascolto alla mia voce” Geremia 22:21.
Se un giorno uno di
voi dovesse udire simili parole da parte del Giudice Supremo, quanto sarebbe
angosciato.
“Dio parla una
volta, e anche due, ma l'uomo non ci bada” Giobbe 33:14. Eppure
Dio vuole: “distogliere l'uomo dal suo modo d'agire e ... per salvargli
l'anima dalla fossa” Giobbe 33:17-18.
«Trofimo l'ho lasciato infermo a Mileto» (2 Timoteo 4:20)
Ecco la breve storia di Trofimo. Prima in Atti (20:4) è uno dei discepoli che
accompagnano Paolo in Asia. Poi, in Atti (21:29), è con lui a Gerusalemme in
una situazione rischiosa. Alla fine, lo sappiamo malato a Mileto, lasciato in
quelle condizioni dall'apostolo stesso. Da quel momento il sipario si chiude. Non
è più parlato di lui. Nella tranquillità del suo letto di malattia Trofimo
poteva ripensare al passato e guardare con fiducia all'avvenire. Non poteva più
attraversare l'Asia, né circolare per le strade di Gerusalemme col più grande
degli apostoli di Cristo. Era malato a Mileto e Paolo in prigione a Roma in
attesa del martirio. Ma entrambi, grazie alla medesima fede, potevano guadare
al giorno radioso dell'incontro col loro Signore per entrare nel godimento di
un riposo senza fine.
sei vestito di splendore e di maestà...Quanto sono numerose le tue opere, SIGNORE!
Tu le hai fatte tutte con sapienza; la terra è piena delle tue ricchezze” Salmo 104:1, v.24.
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