La Bibbia parla di te... e di me



Salmo 88:4,5 v.8, v.15; Isaia 26:3

La bibbia parla di voi… e di me! (4)

Esaurimenti e depressioni sono realtà sempre più attuale, spesso dovute alla mancanza di lavoro o a un'attività professionale troppo intensa, a un amore non corrisposto o ad altri motivi. Uno stato di sofferenza che è molto diffuso oggi, ma certamente non nuovo: la Bibbia lo descrive già in testi antichi di molte migliaia di anni!
Così l'autore del Salmo citato in testa al foglietto (e forse anch'io come lui, o forse anche tu)! Risente di una stanchezza estrema; non ha più forze, si sente come morto, oppresso da angosce, come rinchiuso in una prigione da cui non gli è possibile uscire. Ha anche pregato, ma apparentemente senza successo… Un sovraccarico di lavoro, un pensiero fisso, uno stato di estrema tensione lo opprimono e lo deprimono.
Però, quando la Bibbia parla di un problema, ci dice anche come Dio vuole risolverlo. Così il Salmo citato all'inizio parla del "Dio della mia salvezza (v.1). Sì, Dio salva; perché a volta ci lascia senza risposte? Forze per mettere alla prova la nostra fiducia in Lui o forse perché lo invochiamo solo quando siamo nell'angoscia o perché abbiamo bisogno di quella scuola per imparare qualcosa e cambiare direzione alla nostra vita… Egli vorrebbe che lo conoscessimo come un Padre che si prende cura dei Suoi figli, che s'interessa di tutti i particolari della loro esistenza, non come una sorta di "distributore automatico" di liberazioni, tanto più se non abbiamo una relazione vera e vivente con Lui!
Cerchiamo dunque di conoscere meglio Dio e continuiamo a gridare a Lui, nel nome di Gesù, con la certezza che Lui risponderà a Suo tempo e nel migliore dei modi.

Ecclesiaste 1:14; 2:22,23

La Bibbia parla di voi… e di me! (3)

Non tutti abbiamo il privilegio di avere un lavoro stabile, ma tutti sappiamo che, indipendentemente dal lavoro, potremmo lasciarci prendere da certe cose del mondo fino a dedicare loro tutto il tempo e tutta l'energia che abbiamo a disposizione.
In questo libro della Bibbia chiamato l'Ecclesiaste troviamo l'eco dell'amarezza che si prova quando si è dato tutto se stessi per qualcosa da cui si è dominati, che sia il lavoro o i divertimenti o qualche vizio. In definitiva, che utile ne ho? Mi do da fare… e non mi accorgo che il tempo trascorre, che la vita passa veloce. E perdo il mio tempo! Ma quando si vive perdendo tempo, si perde anche la vita…
Continuando la lettura dell'Ecclesiaste, ho letto questo avvertimento: "Rallegrati pure, giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza… ma sappia che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio"! (Ecclesiaste 12:1). Del tempo che Dio ci dà dovremo un giorno rendere conto a Lui. Dio ci chiederà come abbiamo utilizzato quel tempo, se per il nostro interesse personale o per piacere a Lui…

Ma siamo in grado di piacergli? Ognuno di noi, in quanto peccatori, nerita il Suo giudizio. Come pensiamo di poterlo evitare? Il Vangelo ci insegna che c'è un solo modo: credere al Signore Gesù e saremo salvati. Dio ci darà la forza per piacergli e per servirlo. Nell'Ecclesiaste si trova ancora questo incoraggiamento a non sciupare il tempo ma a cogliere le occasione che Dio offre per testimoniare del Suo amore: "Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai… Fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani" (11:1; v.6).

Proverbi 5:18,19; Malachia 2:15,16


La Bibbia parla di voi… e di me! (2)

Non è forse il sogno di tutti di trovare il grande amore e di conservarlo? La Bibbia, con un linguaggio poetico e pur con un intento profetico, dedica un libro intero a questo argomento, intitolato "Cantico dei cantici", scritto da Salomone.
Questa visione dell'amore fra un uomo e una donna è la visione biblica del matrimonio. E la Bibbia afferma che è possibile! Ricordiamo questo non per creare dei rimorsi a chi non ha potuto vivere questo amore, ma per un giusto riconoscimento nei confronti di Dio che ha creato il legame del matrimonio per la vera felicità della coppia. L'amore di cui parla la Bibbia non prevede mai l'infedeltà e il tradimento, che rendono infelice. Essa ci mostra che l'amore coniugale è una questione di fede e di ubbidienza a ciò che Dio ha voluto per il bene delle sue creature. Non è solo questione di sentimenti. Dio rinnoverà e manterrà questo amore se ci affidiamo a Lui. Per questo, preghiamo insieme con perseveranza e con fiducia, e leggiamo insieme la sua Parola.
Cristo ci ha amati fino al punto di rinunciare alla Sua vita, e ogni marito è invitato a fare lo stesso con la propria moglie: amarla come Lui ha amato noi (Efesini 5:25-29). Impegniamoci, voi e me, qualunque sia la nostra situazione attuale, a prendere in parola la Bibbia ai suoi insegnamenti, confidando in Dio perché ci aiuti a comprenderla e a praticarla.

Giobbe 14:10; 9:2; 19:25

La Bibbia parla di te… e di me (1)

Ahimè! certe domande mi tormentano giorno e notte… Qual è il senso della mia vita? Da dove vengo, dove vado? Perché la sofferenza e il male…? La storia di Giobbe può darci delle risposte.

Questo personaggio della Bibbia era un uomo giusto, timorato di Dio, che un giorno ha visto la propria vita rovinata da una serie incomprensibili di gravi disgrazie. Allora si è posto delle domande perché, quando va tutto male, ogni cosa è rimessa in questione nella nostra mente confusa. Prima, Giobbe accetta umilmente la sua drammatica sorte, ma poi, spinto dalla sofferenza e dall'incomprensione degli amici, si permette di accusare Dio, ritenendolo responsabile dei suoi mali. Anche oggi molti, quando tutto va bene, continuano la loro vita come se Dio non esistesse, ma quando i problemi si moltiplicano o vi sono delle disgrazie, si ritiene Dio responsabile e lo si accusa! Non è forse una contradizione?Se tu ed io ci riconosciamo in Giobbe, non ci resta altro da fare che andare fino alla fine del suo percorso, che la Bibbia descrive molto bene, e riconoscere che la nostra vita viene da Dio, e che Lui non deve renderci conto di nulla. Se siamo vissuti senza preoccuparci di ciò che Lui si aspetta da noi, abbiamo bisogno urgente del Suo perdono. Ma non possiamo riuscirci da soli. La fede di Giobbe si appoggiava sul suo "Redentore", cioè su qualcuno che poteva pagare al suo posto per le sue colpe. Per me, questo Redentore è Gesù Cristo, che è venuto di persona in questo mondo per pagare il mio "riscatto".

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