Avvenimento eccezionale




La più grande sorpresa dell'Inferno

ALESSIO PANCANI·MARTEDÌ 10 NOVEMBRE 2020·

Affinché chiunque crede in lui non perisca” Giovanni 3:16.

Tutti gli uomini sono colpevoli, morti nei falli e nei peccati. Una sola prospettiva ci accomunava tutti: la morte e poi il giudizio.

Le porte dell'inferno si sarebbero aperte per accoglierci. Ma qui avviene qualcosa di straordinario, di inaspettato: Dio si fa uomo e scende fra noi, è Lui a pronunciare queste parole che fanno tremare le porte dell'Inferno.

Affinché chi crede non perisca. Queste parole non implicano forse la fine della sofferenza?

La chiusura, dinanzi a quanti credono in Cristo, delle porte del pianto e dello stridore dei denti?

No! No, tutti gli uomini oltrepasseranno quelle porte. “Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna” Matteo 25:46.

Molto perisce all'inferno. La speranza perisce. La felicità perisce. Il riposo perisce. Ma il corpo e l'anima di chi nega Dio continuerà ad esistere in quel luogo. Un luogo fuori dalla benevolenza, dalla speranza, dall'amore di Dio.

Nessun uomo ha mai visto un luogo talmente privo di benedizioni. Persino gli ambienti più degradati di questo mondo conoscono la grazia di Dio. Persone che non vogliono sapere nulla di Dio ne godono i benefici della sua pazienza. Rinnegano Dio; eppure, beneficiano della sua benevolenza, ma non lì, non più.

Ai cancelli dell'inferno tutti questi privilegi, questa pazienza da parte di un Dio propizio verso tutti gli uomini cesserà.

Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza” 2 Tessalonicesi 1:9.

Ma adesso è una scelta, non più una fine irrimediabile per l'umanità, ma una scelta. Dio l'ha resa possibile alla croce. È Lui, Dio fatto uomo che ha fatto tremare le porte dell'inferno pronunciando queste parole: "Affinché chiunque crede in lui non perisca". L'inferno perderà ogni diritto su di te. Accettale e riceverai in dono la vita eterna.

Il giorno del Signore


ALESSIO PANCANI
·DOMENICA 8 NOVEMBRE 2020·

«Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate.» (2 Pietro 3:10)

Il “giorno del Signore” comprende tutto il periodo che intercorre dal momento della sua venuta per rapire la Chiesa sino alla distruzione dei cieli e della terra. Esso ha inizio col giudizio dei viventi e termina con la distruzione dell’attuale creazione, alla fine del regno millenario di giustizia e di pace, e dopo il giudizio “dei morti” al grande trono bianco.

Anche Paolo accenna sovente al giorno di Cristo (o di Gesù Cristo): è il giorno nel quale Cristo sarà manifestato e pienamente riconosciuto da tutti nel mondo intero. Nell’attesa di quel giorno spetta a noi riconoscere tutti i diritti del Signore su noi stessi e su ogni cosa. È estremamente prezioso, quando pensiamo a Cristo, sapere che un giorno Egli sarà universalmente riconosciuto e visto nella sua gloria, dopo essere stato per così tanto tempo misconosciuto e disprezzato.

Si può ancora osservare che, benché il regno millenario vi sia compreso, il “giorno del Signore” indica l’epoca dei giudizi. Pietro parla dell'insediamento di quel regno già nel primo capitolo, ma in questo (v.10) menziona soltanto i giudizi; quel giorno viene come un ladro, inaspettato dal mondo e portatore di terribili guai per l’umanità incredula.

È il Nuovo Testamento che ci rivela in modo esplicito la distruzione dei cieli e della terra. La prima allusione nell’Antico Testamento la troviamo in Genesi 8:22: “Finché la terra durerà...”, il che indica che non durerà per sempre. Vi sono molte allusioni di questo genere anche in Isaia, il quale, pur parlando soprattutto del millennio, estende il suo pensiero sino all’eternità (51:6; 66:16); e in Aggeo 2:6, citato in Ebrei 12:26, dove le cose destinate a perire sono “scrollate” e sostituite da quelle eterne, stabili e immutabili. In (Apocalisse 20:11) è detto semplicemente: “La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro”; e nel cap. (21:1): “Il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c'era più”.

Il versetto citato all’inizio è il solo a descrivere chiaramente la distruzione dei cieli e della terra. Gli “elementi” sono le materie con cui è formato l’universo. Si sa che la parte preponderante della massa della terra è allo stato d’incandescenza; tutto sarà infiammato e dissolto, e la terra e le opere che sono in essa saranno arse. È una dissoluzione totale, un annientamento completo.

Nel (v.6) di questo capitolo leggiamo che il mondo di allora fu “distrutto” per mezzo dell’acqua, ma la “distruzione” di una cosa non significa il suo annientamento, nel senso della sua scomparsa. La prima creazione era stata ridotta allo stato caotico di cui parla (Genesi 1:2), ma gli elementi esistevano ancora, non si erano dissolti. Il mondo antidiluviano fu distrutto, ma la materia era sussistita. Così fu per tante nazioni e città dell'antichità. Ma come Dio per mezzo della sua parola trasse la creazione dal nulla, così alla fine la farà rientrare nel nulla, per mezzo della medesima parola.

Il dramma più grande

"Per mezzo di un solo uomo (Adamo) il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato… Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno solo (Gesù Cristo), i molti saranno costituiti giusti" (lettera di Paolo ai Romani 5:12-19).

Prima di tutto è necessario precisare che l'umanità non è colpevole del peccato di Adamo ed Eva, ma è stato coinvolto in quel peccato in quanto ha ereditato, suo malgrado, una natura corrotta e contaminata dal male.

Non si tratta, pertanto, di essere responsabile di una colpa commessa anticamente dai nostri progenitori, ma di aver ricevuto per via generazionale gli effetti, le conseguenze del loro errore. Infatti, in ogni essere umano c'è una tendenza innata a disubbidire a Dio, a trasgredire le sue leggi, a non tener conto della Sua volontà. C'è una ribellione profondo, una voglia radicata di fare a meno del Creatore e dei Suoi pensieri.

Qualcuno ha giustamente affermato che "noi non siamo peccatori perché pecchiamo, ma pecchiamo perché siamo peccatori". Il peccato del principio viene così ad essere "contrato", e caratterizza une stato in cui ogni essere umano si trova.

In altre parole, la nostra natura, inquinata dal male, ci spinge inevitabilmente a peccare, cioè a pensare, parlare e agire in modo contrario alla volontà di Dio; ed è così che il peccato diventa una colpa personale, consapevole e voluto, di cui ciascuno dovrà rendere conto di fronte alla giustizia di Dio.

Ma non è ancora questo "il dramma" più grande dell'uomo.

Il dramma più grande è quando l'uomo, che è per natura un peccatore, aggiunge al suo stato di colpevolezza; il rifiuto dell'invito di Dio a ravvedersi e a credere a Gesù Cristo per ottenere il perdono e la vita.

Dio ci parla tramite la nostra coscienza che ci accusa mettendo a nudo il nostro stato di peccatori. Ma ci parla anche tramite la creazione. Infatti è scritto: "L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro" (Romani 1:18-19).

Come ci viene ricordato in questo passo, Dio ha dato prova della Sua "eterna potenza e divinità" tramite il creato: perciò, ogni essere umano che non crede in Lui e non si sottomette a Lui come Creatore, non ha nessuna scusa.

Ma poi c'è la rivelazione più chiara e illuminante: la Sua Parola, la Bibbia, che ci parla della Sua perfetta giustizia e del Suo infinito amore. Essa ci rivela Gesù Cristo, il Figlio di Dio, venuto in terra come uomo per liberarci dal peso del peccato e dalla giusta condanna di Dio.

Non prestare ascolto alla Sua parola, voltare le spalle all'Evangelo, è il dramma più grande per l'uomo. Non credere alla Sua Parola è fare Dio bugiardo. Non credere al Vangelo è rifiutare il dono più grande che Dio ci fa, è respingere l'offerta di grazia e di perdono che Dio fa all'umanità perduta e colpevole.

Ma attenzione, quest'offerta non durerà per sempre, e nemmeno noi viviamo per sempre su questa terra. È oggi che dobbiamo prendere una decisione, finché siamo in vita e finché Dio ci fa udire la Sua chiamata. Rimandare a domani può essere fatale e avere delle conseguenze eterne!

Ancora per poco tempo

ALESSIO PANCANI·MERCOLEDÌ 5 AGOSTO 2020·

“La luce è ancora per poco tempo tra di voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre” (Giovanni 12:35).

Questo diceva Gesù ai Giudei poco prima di morire e poi di tornare al Padre. Ma non fu ascoltato. Questo avvertimento che doveva portare la pace e la salvezza fu preso alla leggera e le tenebre caddero su quel popolo. Poco tempo dopo la morte di Gesù, Gerusalemme fu distrutta e i Giudei si dispersero in tutti i paesi del mondo.

Da alcuni decenni una parte di loro è rientrata in Palestina e ha ricostituito la nazione d’Israele; ma non hanno pace. Le parole di Gesù erano state considerate, dai Giudei del suo tempo, parole vuote, senza importanza; non credevano che fosse il loro Messia e non gli hanno creduto quando diceva “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35).

Caro lettore, oggi il Signore avverte anche te, ti cerca, ti chiama, ti dice che non c’è nessun vantaggio per l’uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi la l’anima sua (Matteo 16:26). Ti dice che è morto per te sulla croce caricandosi delle tue colpe, degli sbagli della tua vita, dei peccati che hanno offeso Dio. Vuole che tu sappia che non c’è Salvatore all’infuori di Lui, che “non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12); e questo nome è il Suo.

I Giudei del Suo tempo hanno disprezzato i Suoi avvertimenti e tuttora la maggioranza di quel popolo li disprezza; ma li disprezzano anche milioni di persone in tutto il mondo, compresi molti che si dicono cristiani. Non è il Suo amore che ha fatto difetto, perché non c’è amore più grande del Suo che è arrivato a dare la propria vita per dei nemici quali noi tutti eravamo.

Gesù ha fatto un lamento su Gerusalemme che lo rifiutava; ha detto, piangendo: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la chioccia raccoglie i pulcini sotto le sue ali; e voi non avete voluto!” (Luca 13:34).

Non avete voluto! La meravigliosa occasione di riscatto e di pace che Gesù offriva loro l’hanno lasciata cadere nel vuoto. Lascerai cadere anche tu la promessa di salvezza e di vita eterna che Dio ti rinnova mentre leggi quest’opuscolo? Certamente il Signore ti ha già chiamato altre volte, forse per mezzo di qualche circostanza della tua vita, e tu non ci hai fatto caso perché eri distratto da altre cose, o forse preoccupato per qualche triste situazione. Oggi la Sua chiamata si rinnova e potrebbe essere l’ultima. Approfittane. “Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui” (Giovanni 3:17).

Cosa non facciamo noi per vivere al meglio questa breve vita terrena! Tanto più, allora, pensiamo all’eternità che, in base alla nostra decisione di oggi di accettare Cristo o di rifiutarlo, potrebbe essere di felicità o di tormento senza fine!

Di Angelo Belletti
Lo scopo di questo scritto è di avvertire seriamente dei pericoli che corrono coloro che si lasciano influenzare delle potenze di satana. L'opera di Satana si estende in vari campi e si manifesta con false dottrine, falsi ministri di Dio, false chiese, falsa adorazione, chiaroveggenza, guarigione miracolose, magia, superstizione, astrologia, oroscopi e manifestazioni paranormali.
Anzitutto è fondamentale avvertire che queste manifestazioni, purtroppo così diffuse anche nel mondo cristiano, sono il risultato della deviazione dei cristiani della sana dottrina della fede, cioè dalla verità che fu insegnata da Cristo e dai suoi apostoli. L'ignoranza riguardo al potere di Satana è spesso all'origine di molte pratiche funeste che a loro volta diventano la causa di molti turbamenti, sofferenza personali e nelle famiglie, e di un lungo corteo di male e di violenze. Perché? Perché l'uomo che abbandona la volontà di Dio (apostasia) o la rifiuta finisce per cadere nelle mani dei demoni e, senza rendersene conto, si schiera dalla parte di Satana. L'uomo che si dedica a pratiche occulte può anche ricevere un momentaneo aiuto per la soluzione dei suoi pesanti problemi, ma con gravi conseguenze: quell'atto apparentemente benefico richiede un caro prezzo! Si è cercato in Satana l'aiuto, la guarigione, la protezione, senza pensare che tutto ciò si deve pagare! Un malato può anche essere guarito da un mago (che magari ha apparenza di un ministro di Dio), ma dopo sarà colpito da un altro male ancora più grave! Una protezione è concessa, ma Satana torna a farsi vivo con angosce, incubi, visite notturne, con desideri di impurità, sentimenti di gelosia, di vendetta. Non si tratta di «facile superstizione» o di «favole» di altri tempi. È molto pericoloso sottovalutare la sua attuale grande influenza.
Anche oggi, nell'epoca delle conquiste spaziali, lo spiritismo mantiene il suo antico carattere diabolico. Resta la vecchia tecnica usata da Satana che sfrutta lo scetticismo e l'incredulità dell'uomo. Da sempre, colui che Dio chiama il «principe delle tenebre» e il padre della menzogna», impegna le sue arti seduttrici dell'errore per soggiogare delle anime alla sua volontà, portandole alla triste fine della morte eterna, del giudizio di Dio.
Ma cosa dice la Bibbia?
Fin dall'inizio della storia umana, Satana ha esercitato la sua influenza presentandosi ad Eva sotto l'aspetto di un serpente e, approfittando della concupiscenza e della disubbidienza della donna alle parole di Dio, prima la illude con delle promesse, poi la seduce facendola dubitare della veridicità stessa di ciò che Dio aveva detto; e infine la spinge alla trasgressione (Genesi 3:1-6). Eva riuscì ad ottenere ciò che desiderava, ma il prezzo, nascosto dal mentitore, fu tragicamente alto: la morte (Genesi 3:22). Questo fatto, riportato subito all'inizio della Sacra Scrittura, vuole essere di insegnamento per tutte le successive generazioni, ed è un monito per tutti. Quello non fu che il primo caso di un lungo elenco di vittorie riportate dal nemico, per diabolica seduzione, sull'essere umano. L'uomo ribelle, che rifiuta la conoscenza del vero Dio, finisce sempre col cercare di ottenere la soddisfazione dei propri bisogni con le molteplici e varie illusioni che Satana gli offre. In tal modo, il bisogno di sicurezza, di salute, di pace, di gioia, di serenità, è soddisfatto non con la fiducia nelle promesse di Dio, come si dovrebbe, ma con mezzi subdoli e ingannevoli.
Fin dall'inizio, tutti i popoli della terra finirono per cedere a tali seduzioni abbandonandosi ad ogni sorta di corruzione (Romani 1:18-32) e attribuendo a un dio i prodigi miracolosi di Satana. Nelle più le antiche civiltà (Fenici, Egizi, Babilonesi, Cinesi, Indiani, ecc…) si immolavano vergini, schiavi e bambini sugli altari in onore di vari idoli, si asportavano viscere di animali per prevedere il futuro, si compivano riti magici e propiziatori per vincere guerre, per ottenere amori e per incrementare i raccolti dei campi. L'Iddio vivente era stato escluso dalla loro religione e della loro società! Dio volle allora scegliersi un popolo (Israele) nei discendenti di Abramo, lo separò da tutte le altre nazione e da tutte le loro abominazioni, e gli diede una santa legge per farlo un esempio di rettitudine e di fedeltà alla sua Parola (Esodo 19:3-6). Questo popolo doveva ubbidire al Signore e seguire i suoi consigli anziché quelli di Satana che sta sempre dietro agli idoli (1 Corinzi 10:19-20). Ecco uno dei tanti avvertimenti che l'Eterno diede al suo popolo:
«Non si trovi in mezzo a te chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né negromante; perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore» (Deuteronomio 18:9-14).
Le altre nazioni, che non avevano mantenuto la conoscenza e il timore di Dio (Romani 1:28), continuarono nelle loro pratiche idolatre e diaboliche; e le popolazioni della Palestina riuscirono ben presto a trascinare anche Israele il quale abbandonò la via del Signore e si diede a tali abominazioni. L'influenza di Satana su Israele arrivò a tal puto che il culto dell'Eterno fu sostituito dal culto degli idoli.
Quando il Messia promesso fu mandato, non fu ricevuto dai suoi, ma ritenuto un impostore, condannato e ucciso. Dopo tre giorni risuscitò apparve a Saulo da Tarso sulla via di Damasco gli disse:
«Io sono Gesù che tu perseguiti. Ma levati e sta' in pié, perché per questo ti sono apparso: per stabilirti ministro e testimone delle cose che hai vedute e di quelle per le quali ti apparirò ancora, liberandoti da questo popolo (i Giudei) e dai Gentili (le altre nazioni) ai quali ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte di eredità fra tutti i santificati» (Atti 26:16-18).
In quei tempi, benché illuminati dalla ragione di pochi uomini che misero le basi della cultura classica (greca e romana), la potenza delle tenebre continuava ad agire tramite sacerdoti e sacerdotesse, astrologi e sibille, i quali pronunciavano oracolo e presagi, spesso in stato di «trance» (perdita della propria personalità e del controllo delle proprie facoltà, con dissociazione psichica) sotto l'influenza degli spiriti demoniaci. Tutta la società ne era influenzata. Ad Atene, dove c'era persino un altare al dio sconosciuto, Paolo rivolse ai principi della cultura d'allora un accorato appello al buon uso della ragione, perché ricercassero finalmente e sinceramente la conoscenza del vero Dio che aveva da lungo tempo abbandonato.
In quei tempi, l'insegnamento cristiano gettò una grande luce nelle tenebre. Ecco cosa scrive Paolo:
«Redendo grazie al Padre che vi ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Egli ci ha riscossi della potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, nel quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati» (Colossesi 1:12-14). «Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, poiché… l'ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figli di luce. E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, anzi piuttosto riprendetele, poiché è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto» (Efesini 5:7-13).
Come Israele, però, anche il Cristianesimo ha conosciuto ben presto la rovina morale e dottrinale, prevista e preannunciata dal Signore in Matteo (13:24-43). Persino i ministri di Dio nella Chiesa deviarono dal cammino di verità introducendo false dottrine suggerite da demoni (1 Timoteo 4:1-3), cercando partite e sette e, per motivi di superbia e invidia, rovinarono l'unità dei cristiani. Nelle chiese si introdussero uomini senza la vera fede cristiana ma con una semplice professione religiosa. Il Signore aveva detto:
«Non chiunque mi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi in nome tuo cacciato demoni e fatte in nome tuo molte opere potenti? E allora dichiarerò loro: Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me voi tutti, operatori d'iniquità» (Matteo 7:21-23). «Sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti» (Matteo 24:24).
L'apostolo Paolo disse agli anziani della chiesa di Efeso, mentre li salutava per l'ultima volta: «Io so che dopo la mia dipartenza entreranno fra voi dei lupi rapaci i quali non risparmieranno il gregge; e di fra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli dietro a sé» (Atti 20:28-30). A Timoteo scrisse: «Lo Spirto dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno della fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni» (1 Timoteo 4:1-3). E ai Corinzi: «Temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. Infatti, sé uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, o sé si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevute, o un Vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo sopportate… Codesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti che si travestono da apostoli di Cristo. E non c'è da meravigliarsene perché Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che sé anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia: la loro fine sarà secondo le loro opere» (2 Corinzi 11:3-5 e v.13-15).
Il nemico, dunque, si mise subito in azione per guastare l'opera di Dio e da allora molti falsi apostoli sono apparsi a predicare un Evangelo che non è quello di Cristo e facendo molte opere miracolose, come anche oggi avviene. Deviare dal sentiero della verità insegnato da Cristo e dai suoi apostoli significa ritirarsi dal Signore per seguire le varie mistificazioni di Satana. La fioritura di gruppi mistici sedicenti cristiani non fa che manifestare e confermare quanta parte ha l'azione di Satana in quest'opera distruttrice.
La Bibbia ci insegna a cercare aiuto, protezione, consiglio, soltanto a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Cercarlo in altre forme è una specie di idolatria, è un grave peccato. Dio avverte l'uomo solennemente e, per il suo bene, gli vieta ogni forma di contatto con Satana e coi suoi emissari. Ci si può sottrarre alla nefasta influenza del diavolo anzitutto per mezzo di una sincera conversione a Gesù Cristo, il Signore. È necessario il pentimento, la confessione a Lui dei peccati, e la fede nel Suo sacrificio alla croce. Come il figliuol prodigo della parabola di Luca 15, occorre fare dietro front, gettarsi nelle braccia del Signore da cui ci si è allontanati, e poi rinunciare totalmente ad ogni pratica occulta e troncare ogni rapporto con le persone che frequentano ambienti di magia o di pratiche similari. Bisogna distruggere ogni oggetto, feticcio, libro, immagine o traccia di quelle pratiche. Tutta la potenza di Satana crolla davanti a chi invoca il nome del Signore Gesù Cristo con la fede nel sangue ch'egli ha versato sulla croce del Golgota. Cristo è Colui che ha vinto Satana e tutte le potenze spirituali della malvagità, trionfando su di esse per mezzo della croce. Chi si rivolge al Signore si mette sotto la protezione del vincitore e appartiene per sempre a Dio perché è stato comprato al prezzo del sangue del suo Figlio.

Contraddizioni

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” Giovanni 8:12.
Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” Giovanni 14:6.
Io sono la luce. E voi non mi vedete.
Io sono la via. E voi non mi seguite.
Io sono la verità. E voi non mi credete.
Io sono la vita. E voi non mi cercate.
Io sono il Signore. E voi non mi obbedite.
Io sono il Figlio di Dio. E voi non mi pregate.

Se ora siete infelice non date la colpa a Dio, perché molti sono pronti ad attribuire a Lui la responsabilità delle loro sventure, dei loro fallimenti e delle loro ansie, mentre continuano a fare ciò che vogliono e non senza curarsi di Dio.

Avvenimento eccezionale

Nella Bibbia, i profeti dell'Antico Testamento hanno annunciato con precisione certi fatti storici molto primo di quanto sono poi avvenuti. Le loro profezie riguardo avvenimenti ancora futuri sono altrettanto certe. Al di sopra di tutti gli eventi annunciati ce né uno, davvero eccezionale, che può realizzarsi da un momento all'atro. Nessuno ne conosce la data, ma ogni cristiano deve aspettarlo con fervore e gioia perché si tratta del ritorno del Signore Gesù per prendere con Sé tutti quelli che hanno creduto in Lui e sono stati salvati (1 Tessalonicesi 4:15-17[la1] ).
A quest'annuncio, la Parola di Dio aggiunge molti indizi che dimostrano che quel momento è vicino: l'indifferenza delle masse per l'Evangelo, una parte della cristianità che ha solo più "l'apparenza della pietà" ma ne ha "rinnegato la potenza" (2 Timoteo 3:5), la rinascita dello stato ebraico (Ezechiele 37:21), ecc… sono tutti segni che mostrano l'imminenza del ritorno del Signore per "rapire" la Sua Chiesa, cioè l'insieme di coloro che per la loro fede sono diventati figli di Dio.
Quest'attesa del Signore dovrebbe staccarci dalle cose del mondo e fare di noi dei ferventi testimoni, sempre pronti per partire verso il cielo. Gesù ha fatto ai Suoi questa promessa: "Tornerò e vi accoglierò presso di Me, affinché dove sono Io, siate anche voi" (Giovanni 14:3). Che questa meravigliosa prospettiva ci rallegri e ci spinga a proclamare con urgenza il messaggio dell'Evangelo!





 [la1]16 perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi;
17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore.

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